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La figura del frate cappuccino san Felice da Cantalice

san felice da cantalice

Lo spirito francescano dell’umiltà, l’amore per la povertà trovò un fedele interprete nel cercatore cappuccino san Felice da Cantalice. Felice Porri nacque da modesta famiglia a Cantalice, in terra di Regno, nell’anno 1515: fino ai ventotto anni di età aveva fatto il contadino, prestando la sua opera presso una nobile famiglia di Cittaducale. Illuminato dalla grazia divina, si era recato al convento dei Cappuccini di Santa Maria del Monte per chiedere conforto alla sua fede nascente.

La sua vita si svolse poi lungo le strade affollate di Roma, lungo le vie polverose del Lazio dove compì in letizia e carità la sua diuturna attività di consolatore e cercatore.

Presso il paese d’origine, sorse ben presto il santuario di San Felice all’Acqua: la tradizione vuole che qui il giovane Felice Porri, ancora allo stato laicale, desse un primo saggio delle sue straordinarie doti, facendo scaturire l’acqua dalla viva roccia, placando così l’ira di alcuni contadini assetati.

Il modesto edificio del santuario, che mantiene la foggia e le dimensioni della pieve rurale, si articola in un porticato da cui si accede alla fonte del miracolo: caro al culto locale, il santuario di San Felice fu meta di pellegrinaggi almeno fino a quando la società reatina fu fortemente improntata alla tradizionale vocazione agropastorale.

Nella figura di san Felice da Cantalice, i contadini della piana non videro il santo ieraticamente distaccato dalle miserie terrene, ma riconobbero il compaesano, il confratello, colui che nella propria esperienza di vita aveva conosciuto e condiviso la fatica della vita dei campi, le angustie e la miseria della condizione del bracciante e del mandriano.

La stessa letizia traluce nella pala d’altare del santuario, dove san Felice è raffigurato in preghiera davanti al venerato crocifisso, mentre dal cielo due angeli portano sul suo capo una corona fiorita, in segno di santità.

Il dipinto è di modesta fattura,  goffo e poco proporzionato nelle dimensioni, ma pure l’anonimo pittore seppe farsi interprete del sentimento popolare che riconobbe nel Santo un modello di virtù, un protettore affidabile, un intercessore gradito a Dio.

A cura di Ileana Tozzi

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