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San Francesco al santuario di Fonte Colombo e l’intervento agli occhi

La Compilatio Assisiensis al capitolo 1595,46 tratta diffusamente l’argomento del glaucoma che tormentò san Francesco, conseguenza dell’infezione contratta a Damietta. Il Santo era rassegnato alla sua sorte, ma il cardinale Ugolino dei Conti di Segni, protettore dell’Ordine nascente, gli impose di curarsi. Conoscendo per fama un valente oculista di Rieti, giunta la primavera del 1225 partì da San Damiano per raggiungere l’eremo di Fonte Colombo. I frati che lo accompagnavano procurarono di bendargli gli occhi con fasce di lino e proteggergli la testa dolorante con un grande cappuccio, nell’intento di schermare la luce del sole che lo tormentava.

Il viaggio, affrontato con l’aiuto di una cavalcatura, fu estenuante. Francesco rifiutò l’ospitalità offertagli da papa Onorio III e chiese al medico di raggiungerlo a Fonte Colombo.

L’oculista accettò di buon grado: raggiunto l’eremo, visitò accuratamente Francesco e pronunciò la sua prognosi: era indispensabile cauterizzare il nervo ottico dalla mascella fino al sopracciglio dell’occhio più malato.

Rotte le estreme resistenze opposte da Francesco, che avrebbe voluto attendere l’arrivo di frate Elia, il medico effettuò il complesso e doloroso intervento.

Ma Frate Focu fu indulgente nei confronti del Santo, non procurandogli alcuna sofferenza.

Testo a cura di Ileana Tozzi

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