Classifica: “Il presepe icona dell’incarnazione” e “La scuola e il presepe”

Graduatoria vincitori contest “Il presepe icona dell’incarnazione”:

Primo classificato: Lora Mingardi

Secondo classificato: Silvano Acciaro

Terzo classificato: Enrico Longobardi

Menzione speciale: Ciro Izzo

La commissione assegna il quarto posto ex-aequo a tutti i gli autori dei presepi in concorso.

Graduatoria scuole vincitrici contest “La scuola il presepe”

Scuole dell’infanzia
Primo premio: Istituto comprensivo “D’Angeli Antonio” Cantalice, scuola dell’infanzia plesso di Poggio Bustone, “La Natività”
– Secondo premio parimerito: Scuola dell’infanzia paritaria “Bambin Gesù” e Scuola dell’infanzia paritaria Maria Bambina di Canetra, opere “Da una piccola capanna la luce si diffonde nel mondo” e “Presepe della famiglia”
– Terzo premio parimerito: Istituto comprensivo “Giovanni Pascoli “/ Scuola dell’infanzia “Borgo Sant’Antonio” e Scuola dell’infanzia “Santa Chiara” di Santa Rufina, opere “Presepe al Borgo” e “…Semplicità…povertà…umiltà…Greccio, una nuova Betlemme”

Scuole primarie
– Primo premio: Istituto comprensivo “D’Angeli Antonio” Cantalice 1° e 3°, “Natale nel bosco”
– Secondo premio: Istituto comprensivo Statale di Borgorose 3° A e 5° A, “Pane Amore Fantasia”
– Terzo Premio: Istituto comprensivo Minervini Sisti 3°A B C D E, “Scacchi, una mossa verso la pace per dare scacco matto alla violenza”

Scuole Secondarie di Primo Grado
– Primo premio: Istituto comprensivo “Angelo Maria Ricci” 2°D, “La stella luminosa di Greccio”
– Secondo premio: Istituto comprensivo Marconi Sacchetti Sassetti, David Scelba 2°A, “Il primo giorno del coraggio”
– Terzo premio: Istituto comprensivo Marconi Sacchetti Sassetti, Davide Cavallaro 3°A, “L’ancora Gesù, l’asinello e il bue”
– Menzione speciale: Istituto onnicomprensivo di Amatrice, 1°, 2°, 3° A, “La meravigliosa nascita di Gesù”

Scuole Secondarie di Secondo Grado
– Primo premio: I.P.S.S.E.O.A. “Michelangelo Buonarroti” Fiuggi, “La dolcezza del presepe”
– Secondo premio: I.I.S. Varrone Liceo Artistico “Antonino Calcagnadoro” 4°C, “Luce”
– Terzo premio: I.I.S. Varrone Liceo Artistico “Antonino Calcagnadoro” 3°A, “Quella notte a Greccio”

La scuola e il presepe

Immagine 1 di 96

 

 

 

Lora Mingardi

Immagine 1 di 46

Idea, immagine e sentimento: conclusa al Vespasiano la Valle del Primo Presepe

È stata un proposta culturalmente impegnativa quella del concerto conclusivo della seconda edizione della Valle del Presepe. Il repertorio scelto dall’Anonima Frottolisti, un viaggio sonoro dal gregoriano alla musica rinascimentale, poteva intimorire. E invece il concerto è riuscito piacevole, coinvolgente, popolare nel senso migliore.

Un tratto comune a tutte le iniziative comprese nel progetto promosso dalla Chiesa di Rieti con i Comuni di Greccio e Rieti, capace di coniugare spiritualità, intrattenimento e cultura, di abbracciare tanto l’antico quanto il contemporaneo. Un’operazione riuscita perché fondata su qualcosa di decisivo: il mistero dell’incarnazione. Una dimensione aperta tanto alla riflessione più profonda, quanto alla pietà popolare.

L’ha ricordato anche il vescovo Domenico chiudendo, con il sindaco Cicchetti al suo fianco, la serata al Vespasiano: «Verbum caro factum est, il Verbo si è fatto carne. Questa voce attraversa la storia e l’ha divisa a metà: prima e dopo Cristo. Questa voce è nata in Medio Oriente e poi si è diffusa in tutto il mondo». L’idea della Valle del Primo Presepe è tutta qui: «tornare a ciò che significa la notizia intorno all’incarnazione di Dio».

E questo qualcosa è il presepe: «un’immagine molto famigliare, che è nata qui, a Greccio». Non un presepe qualunque, dunque, ma «quello di Francesco», che ha visto il frate rispondere alla «necessità di far vedere con gli occhi della carne quello che era accaduto a Betlemme». A questa esigenza hanno voluto corrispondere i tanti luoghi in cui erano presenti i presepi: si è trattato di «fissare l’immagine» evocata da Francesco a Greccio.

Per ricavarne un sentimento, quello «che abbiamo raccolto molte volte incrociando gli sguardi di quanti stavano contemplando il presepe: un sentimento che ci porta avanti con fiducia e con speranza». Un qualcosa che torna utile in una città e in una provincia «che non vivono un momento favorevole», come riconosciuto dal sindaco, ma che spinge molto oltre, perché «fa ritrovare più umani».

È in questo senso, ha concluso il vescovo, che «non siamo noi a fare il presepio, ma è il presepio, nella misura in cui lo contempliamo, che fa noi». Come individui, e come città.

Premiazioni e concerto dell’Anonima Frottolisti chiudono gli eventi della Valle del Primo Presepe

Sono aperte le prenotazioni per il concerto gratuito di chiusura dell’edizione 2018 della Valle del Primo Presepe. Come accaduto per il momento inaugurale, anche la cerimonia conclusiva della manifestazione sarà infatti caratterizzata dalla musica. A salire sul palco del teatro Flavio Vespasiano sarà l’Anonima Frottolisti, ensemble specializzato in musica antica che per l’occasione presenterà “Noe Noe”: una ricerca sonora sulla musica del Natale tra Medioevo e Rinascimento.

Alla scoperta della musica al tempo di Francesco

Il concerto sarà un viaggio dal gregoriano alla polifonia del primo Rinascimento: repertori diversi dal punto di vista estetico, che segnano il passaggio dei secoli, del gusto, della ricerca compositiva. Il repertorio eseguito da Anonima Frottolisti, è frutto della ricerca minuziosa di manoscritti e prime opere a stampa del ‘500: una ricerca filologica e accurata che evidenzia la caratteristica stessa dell’ensemble, che esegue le partiture su copie di strumenti originali e affida la propria interpretazione alle rigorose regole della prassi antica.

Le premiazioni dei concorsi

Lo spettacolo di chiusura in programma il 5 gennaio alle 17.30 al teatro Flavio Vespasiano di Rieti sarà anche l’occasione per premiare i vincitori dei concorsi legati alla Valle del Primo Presepe. In particolare saranno premiate le migliori opere tra i quarantasei presepi giunti a Rieti per la competizione internazionale di arte presepiale, e le più belle proposte tra gli oltre sessanta lavori presentati dalle scuole.

Una edizione da record

Numeri che confermano il successo della manifestazione voluta dalla Chiesa di Rieti, in collaborazione con i Comuni di Rieti e Greccio, per riscoprire e promuovere il significato originale del primo presepe realizzato a Greccio da san Francesco. Un gradimento manifestato già dalla straordinaria partecipazione allo spettacolo inaugurale del primo dicembre e confermato dal notevole afflusso di visitatori alle diverse esposizioni in città e presso il santuario e il borgo di Greccio. Il presepe realizzato dal maestro Artese sotto gli archi del vescovado, in particolare, nei giorni di punta ha fatto registrare oltre 1.000 visitatori ogni ora.

Come prenotare

Il concerto dell’Anonima Frottolisti è a ingresso gratuito, su prenotazione fino ad esaurimento posti. I biglietti si possono prenotare alla mail: info@valledelprimopresepe.it.

Piccoli e grandi alla riscoperta dello stare insieme grazie ai mattoncini colorati

Sabato 15 e domenica 16 dicembre l’iniziativa compresa nella Valle del Primo Presepe ha visto una chiesa di San Domenico gremita di grandi e piccoli che hanno passato ore divertenti e costruttive grazie all’allegria delle colorate costruzioni Lego®.

«Il nostro obiettivo è far tornare i genitori insieme ai nonni e ai loro bambini a sedersi intorno a un tavolo per divertirsi e creare qualcosa insieme», dice la signora Antonella dell’Associazione “Sleghiamo la Fantasia”, che ha portato un fine settimana di divertimento a Rieti grazie un camion carico di mattoncini colorati.

Obiettivo sicuramente raggiunto per l’iniziativa compresa nel progetto “La Valle del Primo Presepe”, considerando che a memoria d’uomo una chiesa di San Domenico così pregna di divertimento non si era mai vista. A disposizione di piccoli e meno piccoli una vera e propria montagna di costruzioni Lego® di tutte le fogge, dimensioni e i colori, divise e adatte per ogni fascia di età.

Sul morbido tappetone adiacente al monumentale organo Dom Bedos, tolte le scarpe i più piccoli si sono letteralmente immersi nel colorato mondo dei mattoncini, per loro appositamente più grandi e maneggevoli. Scatole e scatole di componibili divisi cromaticamente per i più grandi, per fare sfogo alla fantasia più sfrenata, con risultati davvero sorprendenti.

Alberi, pupazzi di neve, grattacieli e piramidi, e naturalmente tanti soggetti soggetti a tema natalizio. Immancabili i presepi, sul cui tema è stata incentrata l’intera due giorni. Alla fine, kit di partecipazione per tutti i partecipanti e foto di rito con il vescovo Domenico e l’assessore alla cultura del Comune di Rieti Gianfranco Formichetti, entrambi fortemente intenzionati a ripetere l’idea il prossimo anno.

Significativa la collaborazione di tutti coloro che hanno dato una mano, smontando le creazioni per rimettere in circolo i mattoncini, e seguendo passo passo i bambini e i genitori. Significativa la presenza delle suore delle scuole paritarie che hanno portato ed assistito i piccoli, e fondamentale l’aiuto dei ragazzi in alternanza scuola-lavoro dell’IPSSCS-Savoia Rieti, dei Boyscouts, dall’Azione Cattolica e da tutte quelle persone di “buona volontà” che armate di sorriso hanno saputo rendere piacevole questo evento festoso ai bambini e alle loro famiglie.

Un’occasione davvero unica per la città, tanto più con un tempo sfavorevole al’esterno, che ha permesso di poter riunire le famiglie con tanta calma, pazienza, voglia di stare insieme e…senza telefonini!

I mattoncini Lego® come collante per colloquiare, scambiarsi idee e opinioni su quello o l’altro modo per costruire, su quale colore scegliere, per poi fotografarsi insieme davanti all’opera conclusa.

Arduo dire se si siano divertiti più i piccoli o i grandi. Sabato e domenica in San Domenico se ne sono viste davvero tante, di scene sorprendenti: mamme sornione alla vista dei papà che invece costruivano con grande serietà, progetti costruttivi galattici da portare a termine in perfetta scala cromatica, nonni incuriositi che gironzolavano per la chiesa, e soprattutto bambini eccitati ed adrenalici solo alla vista di tanti giochi tutti per loro, e per due giorni interi.

Giornate quasi contro tendenza, dove tutti si sono sentiti sereni e riuniti piuttosto che distratti e presi dalla problematicità dalla vita: veri e propri momenti magici, di stacco da un quotidiano che spesso allontana dal calore familiare.

Alle 16.00 non è mancato per i genitori presenti un momento formativo con il vescovo Domenico in Cattedrale, dove in un clima senza dubbio più spirituale, si è cercato di dare un senso più profondo al significato al Natale, al presepe di san Francesco e all’importanza di “essere” una famiglia.

«Parlare del Natale – ha esordito il vescovo Domenico – significa parlare del presepe Francesco e del suo profondo significato che richiama la voglia di ritrovarsi con tutta la famiglia davanti al mistero dell’incarnazione. Il presepe o praesepium, quella “mangiatoia” o “greppia” che suscita il ricordo dei disagi che a Betlemme provò, nascendo, Gesù Bambino».

Ma il vescovo, attraverso i personaggi che animarono il presepe semplice del Poverello ha richiamato anche la fatica quotidiana dei genitori di far crescere i propri figli. Così la mangiatoia, simbolo del “riparo”, diventa la consistenza della vita e il richiamo incessante ad educare i figli alla consapevolezza di “ciò che siamo” contro ogni forma di massificazione; l’asino e il bue, interpretati come la possibilità di mantenere quei legami con il nostro passato e il presente, in una società dove pur “connessi e globalizzati” si rischia di essere sempre più soli.

Una famiglia quella proposta dal vescovo che mette al centro le alleanze e i legami educativi veri e profondi, che, come indica la stella “illumina i desideri” dei figli ma è capace con forza di affermare principi educativi quali l’identità, l’anteriorità e la socialità.

Una famiglia capace di dare fiducia ai propri figli perché sentano di esser protagonisti di un autentico progetto di vita, così come Francesco nella notte di Natale del 1223 fu capace di vedere in quella mangiatoia la grandezza infinita di un Dio che si fa carne.

Dopo la celebrazione Eucaristica dell’Avvento, le famiglie si sono ritrovate di nuovo nella chiesa di San Domenico, ancora densa di gioco e divertimento, reso ancor maggiore con l’arrivo del gruppo della Pasquella di Varano, che ha allietato la conclusione dell’evento con zampogne e ciaramelle, strumenti tipici del Natale.

«È stata l’unica domenica in cui si è alzato presto e vestito da solo in fretta e furia, per paura di non trovare subito i colori che gli servivano», dice una mamma. «Mentre lui gioca io faccio una grande piramide dice il padre: da piccolo mi piacevano tanto queste costruzioni ma non avevo tutti questi pezzi a disposizione, né tutte queste sfumature cromatiche». Ma i più bravi, sono stati certamente i bambini. Assistiti dai volontari, con ordine e compostezza hanno raccolto i mattoncini caduti e acconsentito senza problemi a lasciare un po’ di rosso – il colore prediletto per le feste – ai bambini giunti dopo di loro. «Ne prendo solo qualche mattoncino – dice Tommaso – giusto per fare il naso alla renna. Gli altri li lascio a Niccolò che voleva costruire Babbo Natale: a lui ne servono di più». E se non è questo lo spirito vero del Natale, quale volete che sia?

 

Lezione-concerto a Greccio: Sparagna Treglia e Simeoni con i ragazzi del liceo musicale

La ricerca storica e musicale delle tradizioni legate al Natale, delle laude medievali cantate da antichi musicisti di strada in una lezione concerto a Greccio, nella grotta del Primo Presepe, per gli studenti liceo musicale

Lo scorso mercoledì a Greccio, nella grotta del santuario francescano, i ragazzi del Liceo Musicale di Rieti hanno potuto incontrare e gustare una lezione concerto degli artisti Ambrogio Sparagna, Raffaello Simeoni ed Erasmo Treglia.

Nella piccola grotta del Primo Presepe, i tre artisti hanno voluto ricreare un’atmosfera gioiosa attraverso il suono di strumenti antichi legati alle tradizioni natalizie, spiegando ai ragazzi e agli adulti presenti le origini e la storia di questi strumenti quali cornamuse, ciaramelle e liuti.

Nella semplicità della grotta che rievocava il presepe di san Francesco, e attraverso la dolcezza dei suoni di una volta e le laude cantate in onore di Gesù bambino, per un attimo il tempo è tornato indietro, al 1223, a quando tre anni prima di morire, Francesco organizzò il “presepe vivente”, nei pressi di quello che era un borgo rurale o poco più. Aggiungendo alla scena solo un bue ed un asino, in un quadro di estrema povertà capì il mistero e la grandezza di un Dio che si fa carne, nella nascita straordinaria del Bambino.

Gli artisti si sono poi fermati a parlare con i ragazzi della storia legata agli strumenti e i ragazzi hanno fatto molte domande sulla ricerca dei suoni, sulla difficoltà oggi di suonare strumenti antichi alcuni dei quali visti solo nei libri di scuola.

Questa musica, hanno detto, gli artisti, è il frutto di una lunga ricerca storica e musicale, delle tradizioni legate al Natale, delle laude medievali cantate da antichi musicisti di strada, di musiche antiche che ancora oggi incantano gli ascoltatori. Queste ricerche così piene di emozioni ed oggetto di un progetto culturale, storico e religioso, giungeranno fino a Betlemme subito dopo l’Epifania, nella Basilica della Natività.

Anche le parole del vescovo Domenico, a conclusione del concerto hanno saputo risvegliare nei ragazzi l’interesse per un presepe non solo raffigurativo ma sicuramente “più autentico e sincero”, che “evochi la voglia di ritrovarsi con tutta la famiglia davanti al mistero dell’incarnazione”.

Canzoni, emozioni e meraviglia: si è aperta “La Valle del Primo Presepe”

Sorrisi, canzoni, meraviglia e qualche lacrima. È partita in un turbinio di emozioni la seconda edizione della Valle del Primo Presepe. Sabato 1 dicembre è stato inaugurato da Greccio, luogo del primo presepe al mondo, l’ampio progetto promosso dalla Chiesa di Rieti per la valorizzazione e la divulgazione del messaggio francescano incarnato nell’essenziale scena della Natività del 1223 e realizzato con la collaborazione dei comuni di Greccio e Rieti, con il sostegno della Fondazione Varrone e della Regione Lazio, nonché della preziosa collaborazione dell’Associazione Italiana Amici del Presepio.

A Greccio, luogo in cui tutto ebbe inizio, hanno dato il via alle iniziative che ci accompagneranno fino al 6 gennaio il vescovo di Rieti Domenico Pompili e il sindaco Antonio Rosati. Nel piccolo borgo in provincia di Rieti si potrà vivere insieme il tradizionale Mercatino di Natale con le caratteristiche casette in legno a disposizione degli espositori, ripercorrere i momenti salienti di quella magica notte di Natale con le rievocazioni storiche, visitare il Museo internazionale del Presepe o emozionarsi nella grotta e nel dormitorio di San Francesco inglobati nel santuario costruito nella roccia. Scorci che regalano una vista mozzafiato sulla valle reatina e donano preziosi momenti di spiritualità e pacatezza interiore.

Dopo il momento vissuto a Greccio la giornata inaugurale ha preso vita a Rieti con il calore degli spettatori del teatro Flavio Vespasiano, riempito fino ad esaurimento dei posti. Uno spettacolo quanto mai variegato ed adatto a un pubblico trasversale, che ha rappresentato soprattutto una grande una festa per la città intera.

Sul palcoscenico, un duetto originale e pieno di sorprese: il padre cappuccino Antonio Maria Tofanelli della fraternità interobbedenziale di Rieti e la nota cantante Orietta Berti hanno introdotto i giovani e talentuosi musicisti del Liceo Musicale “Elena Principessa di Napoli” di Rieti, guidati per l’occasione dal M° Leonardo De Amicis.

Fin dalle prime note, grazie anche ad una sapiente e suggestiva regia che si è avvalsa di efficaci proiezioni, si è entrati nella gioiosa ma familiare atmosfera natalizia. Brividi per le voci di Rosalia Misseri, nota per aver vestito i panni della straordinaria zingara Esmeralda dell’opera popolare Notre-Dame de Paris di Riccardo Cocciante, e del bravissimo tenore Piero Mazzocchetti.

Ma anche i più giovani non sono stati certamente da meno. Beatrice Coltella e i reatini Jacopo Bertini e Davide Rossi hanno saputo regalare grandi emozioni e hanno strappato moltissimi applausi al pubblico del teatro Vespasiano. Ma al termine dello spettacolo la serata ha riservato ancora sorprese. All’uscita dal teatro, un piccolo fiume di persone con in testa un corteo medievale composti di giovani ragazzi ha raggiunto il poco distante Palazzo Papale per riempirsi ancora gli occhi di meraviglia.

Dopo un breve discorso introduttivo del vescovo Domenico, è stato finalmente svelato alla città il monumentale presepe creato dal maestro Francesco Artese. Quasi cinquanta metri quadri di opera totalmente realizzata a mano, dalle statue ai costumi, dagli edifici ai dettagli, dagli accessori agli animali. Dopo la discesa del telone che ha coperto per quattro mesi il vero e proprio capolavoro artigianale, un lungo sospiro tra le centinaia di persone presenti, e poi l’assoluto stupore.

Rieti e Greccio fuse insieme nei dettagli architettonici disegnati da Artese, scene francescane tutte da scoprire, un sapiente gioco di luci teatrali e la musica “Una luce nella notte” composta da monsignor Marco Frisina hanno lasciato tutti senza fiato. Qualche lacrima è scesa sulla guance dei tanti collaboratori che a vario titolo hanno accompagnato il maestro Artese nella realizzazione di un’opera unica per Rieti che si potrà ammirare per tutte le vacanze natalizie, magari godendone in compagnia dei propri cari.

Da oggi partono tutte le altre iniziative della Valle del Primo Presepe, con l’apertura delle altre sedi espositive della manifestazione: l’Oratorio di San Pietro Martire con il presepe “Roma 800” realizzato dall’Aiap e le esposizioni nel Chiostro della Beata Colomba inglobate nella Scuola Interforze Nbc grazie ai militari che anche quest’anno si sono messi con grande entusiasmo a disposizione dell’iniziativa.

E poi, i presepi esposti le tre chiese degli ordini mendicanti San Domenico, Sant’Agostino e San Francesco e la Sala Mostre del Comune, dove piccoli e mono piccoli potranno assistere al video di animazione “Francesco e la vera storia del presepe” dove….sarà lo stesso san Francesco ad illustrare la sua storia!

Oggi alle 18 in cattedrale la Santa Messa presieduta dal vescovo Domenico con la benedizione dei Bambinelli da porre nel proprio presepe, e tra i prossimi appuntamenti, il concerto del 5 dicembre al teatro Vespasiano con il grande maestro Ambrogio Sparagna e i suoi straordinari musicisti.

Ma le iniziative della Valle del Primo Presepe sono tante e tutte da scoprire: tutti i dettagli e tante sorprese ancora sono segnalati sul sito valledelprimopresepe.it e sulle brochure in distribuzione presso la segreteria organizzativa in via Cintia 102.

«Un’occasione per ritrovare il senso storico, culturale e spirituale del territorio»

Si è tenuta giovedì 22 novembre, nella Sala degli Stemmi di Palazzo Papale, la conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2018 della Valle del Primo Presepe, iniziativa che intende riscoprire il senso originario delle gesta di san Francesco a Greccio nella notte di Natale del 1223. Al tavolo dei relatori, insieme al vescovo Domenico, il sindaco di Greccio, Antonio Rosati e l’assessore alla Cultura del Comune di Rieti, Gianfranco Formichetti. Entrambi hanno sottolineato il potenziale che scaturisce dall’interazione tra la città di Rieti e il borgo di Greccio.

«Mi auguro – ha detto il sindaco – che la manifestazione possa portare a dense soddisfazioni e a una programmazione che metta al centro i giovani, per dare continuità alle diverse esperienze in corso». Un auspicio che accompagna verso gli ottocento anni dall’invenzione del presepe e vede non solo oramai consolidata, ma ampliata per quantità e qualità, la formula del Mercatino di Natale in piazza. Con in più la novità del Parco dei Madonnari, realizzato durante la scorsa edizione della Valle del Primo Presepe nell’area attigua al Museo del Presepe: «trenta piazzole che andremo a riempire cercando un nuovo modo di vivere l’arte di strada». Il tutto, senza dimenticare il raccordo con il cuore di tutto il progetto: il santuario del primo presepe. «Anche grazie alla realizzazione delle teche artistiche del Cantico delle creature – ha spiegato Rosati – i visitatori sono invitati a fare qualche passo in più per godere appieno di quello che Greccio e la valle reatina hanno da offrire».

E dell’importanza del santuario di Greccio ha parlato anche Gianfranco Formichetti, sottolineando l’unicità di questa eredita storica e indicando nel progetto della Valle del Primo Presepe una strategia per «valorizzare nel migliore dei modi le occasioni che la storia ci ha presentato: una splendida tradizione, un unicum che neppure Assisi può vantare».

Da parte sua, mons Pompili ha salutato con soddisfazione lo spirito di collaborazione tra Rieti e Greccio, annunciando di voler estendere il sostegno del progetto a tutte le iniziative che sul territorio diocesano hanno a che fare con il Natale: da Rivodutri e Poggio Bustone a Borbona e Amatrice, affinché possano far parte di una sola lettura. «Credo sia questa la strada per far superare al nostro territorio ataviche contrapposizioni campanilistiche, per ritrovare ciò che tiene tutto unito. Questa del presepe – ha aggiunto il vescovo – è una occasione per ritrovare il senso storico, culturale e spirituale del nostro contesto: un tentativo attorno al quale mi pare esserci un consenso abbastanza unanime».

«Francesco e la vera storia del presepe: mi pare sia questo il filo rosso della nostra proposta, il filone che dobbiamo privilegiare». Un modo per vivere nella Valle Santa reatina, un qualcosa di originale e propositivo, lontano dal retrogusto commerciale che sembra ormai muovere tutto quello che si muove attorno al Natale.

Gli eventi

Si parte dall’evento inaugurale il 1 dicembre alle ore 17 al teatro Flavio Vespasiano con il primo dei tre concerti gratuiti in programma, che vedrà la partecipazione degli allievi del Liceo Musicale “Elena Principessa di Napoli” di Rieti diretti dal M° Leonardo De Amicis. Ospiti della serata il tenore Piero Mazzocchetti, la cantante Rosalia Misseri e tre giovani talenti del programma televisivo “Ti lascio una canzone”. L’evento sarà condotto da Orietta Bertiaffiancata da frate Antonio Maria Tofanelli della fraternità interobbedenziale di Rieti.

Il 5 dicembre alle ore 17.30 torna sul palco del teatro cittadino l’etnomusicologo Ambrogio Sparagna, con la sua proposta di riscoperta dei canti della tradizione natalizia “Verso la Chiarastella”, che vedrà la partecipazione di Raffaelo Simeoni, dei Solisti dell’Orchestra Popolare Italiana e del Coro dell’Oratorio San Filippo Neri di Roma diretto da Anna Rita Colaianni.

Il 5 gennaio alle 17.30, la serata conclusiva riserva un raffinato concerto di musica del tempo di Francesco, curato dall’ensemble Anonima Frottolisti. I biglietti per tutti e tre i concerti sono fin da ora prenotabili alla mail info@valledelprimopresepe.it, specificando contatti ed evento d’interesse.

Il presepe monumentale

La giornata inaugurale, inoltre, prevede nel primo pomeriggio un passaggio a Greccio, e al termine dello spettacolo al teatro Vespasiano, l’inaugurazione dello spettacolare presepe di quarantanove metri quadri realizzato dal maestro Francesco Artese, considerato uno dei migliori presepisti di scuola meridionale del panorama internazionale. Pezzo unico, completamente artigianale, l’opera è il frutto di un lavoro creativo di estrema precisione dal quale emergono i particolari del borgo di Greccio e allo stesso tempo alcuni dettagli architettonici della città di Rieti. L’unione di questi elementi rappresenta metaforicamente il legame tra i luoghi della Valle del Primo Presepe e caratterizza un’opera originale e di grande suggestione. Dall’alba al tramonto, l’opera prenderà vita: le luci delle case si accenderanno scoprendo arredi in miniatura creati con certosina sapienza artigiana, e i protagonisti verranno inquadrati da tagli di luce teatrale. Il nobile superbo, la popolana umile, il mendicante sofferente e tutti gli altri personaggi comunicheranno oltre la quarta parete le proprie emozioni attraverso espressioni personalizzate e quasi umane. Le oltre settanta statue sono pezzi unici plasmati in terracotta, così come pezzi unici artigianali sono gli animali, le tinozze e le scope, le ceste e gli stendardi, i comignoli e le quasi seimila tegole che ricoprono i tetti, tutte rigorosamente applicate a mano.

Il percorso espositivo

Come lo scorso anno, inoltre, è stato pensato un percorso che attraverso alcune delle sedi di maggior interesse artistico e culturale della città, permetterà al visitatore di ammirare una variegata collezione di presepi. Allestimenti per i quali va in gran parte ringraziata l’amorevole competenza dell’Associazione Italiana Amici del Presepio. Come nel caso dell’opera Roma ‘800, allestito nell’Oratorio di San Pietro Martire compreso nella scuola interforze Nbc: la scenografia riproduce alcuni scorci storici della Roma ottocentesca e in particolare tre angoli di Roma ripresi dagli acquerelli della serie “Roma sparita” di Ettore Roesler Franz. Un’ampia veduta sul Foro Romano, con la cupola di San Pietro e il Colosseo visibili sullo sfondo, caratterizzano la scena, animata da numerosi personaggi. Si tratta di statue di scuola napoletana, della metà del secolo scorso, appositamente realizzate con i costumi della Roma dell’ottocento dipinta dal Pinelli.

Non manca neppure il presepe della “nazione ospite”, e dopo il presepe tedesco dello scorso anno, ci si è rivolti ai cugini d’oltralpe. Il presepe francese si troverà nei locali della Segreteria organizzativa di via Cintia e vuole essere un omaggio alla madre del Poverello d’Assisi, la nobile signora Giovanna de Bourlemont, originaria di Beaucaire, una deliziosa cittadina della Provenza, oggi sede di un Museo del Presepio. Un argomento che fa il paio con il gemellaggio che unisce Rieti alla città francese Saint-Pierrelès-Elbeurf.

Nella chiesa di Sant’Agostino troverà posto un “presepio nella campagna romana”, ampio e scenografico, ambientato ad Ostia Antica, il cui castello domina lo sfondo con i resti della città romana in primo piano. La Natività è collocata in un rifugio di pastori all’interno di antichi ruderi romani i quali rappresentano la caduta del paganesimo ed il trionfo della nuova religione.

Nella chiesa di San Francesco è invece la Pia Unione Sant’Antonio di Padova, guidata dai frati della Comunità interobbedienziale, a proporre la sua lettura del presepe. Si tratta di un omaggio alla Valle Santa reatina, nella quale san Francesco visse momenti significativi della sua esistenza e spiritualità. E i presepi non mancheranno ovviamente nella cattedrale di Santa Maria Assunta, mentre nella chiesa di San Domenico saranno esposte le opere dei madonnari.

Le novità

Assolutamente inedita sarà la video-narrazione “Francesco e la vera storia del Presepe”, che sarà proiettata ininterrottamente per tutto il periodo della manifestazione nella sala mostre del Comune. Il lavoro multimediale, basato su testi di Raffaella Pitz e illustrazioni di Lucia Ricciardi, racconterà a bambini e adulti cosa avvenne nella notte di Natale del lontano 1223. Sarà possibile immergersi nella magia di quella notte anche leggendo un albo illustrato sulla rievocazione della Natività da parte del Santo, che potrà essere acquistato previa prenotazione, mentre l’audiolibro sarà scaricabile dal sito della manifestazione.

Altra novità di questa edizione sarà l’evento per grandi e soprattutto piccoli “Costruiamo un presepe con i mattoncini”, una giocosa due giorni in programma nella chiesa di San Domenico il 15 e 16 dicembre, curata dall’associazione di promozione sociale “Sleghiamo la fantasia”.

I concorsi

Il chiostro della Beata Colomba è invece il luogo scelto per ospitare le opere inviate da tutta Italia per partecipare al concorso di arte presepiale “Il presepe icona dell’Incarnazione”. Le realizzazioni ispirate al presepe di Francesco e realizzate dalle scuole per il concorso a loro dedicato, “La scuola e il presepe”, saranno invece esposte nella chiesa di San Francesco.

Arti e antichi mestieri

Come lo scorso anno, ampio spazio troverà la riproposizione delle arti e dei mestieri antichi. Sotto gli archi del Palazzo Papale, sarà possibile respirare l’atmosfera dell’epoca in cui visse san Francesco visitando il mercato medievale e i laboratori didattici dalla Compagnia di San Giovanni.

Oltre Greccio e Rieti

Il progetto della Valle del Primo Presepe intende inoltre promuovere tutte le esperienze legate alla Natività che vengono già proposte sul territorio, e valorizzare tutte le iniziative nate da enti pubblici e privati che intendono proseguire nello stesso solco della riscoperta dell’intuizione francescana. Un modo per costruire l’unità del territorio su un valore comune, facendo del messaggio di san Francesco un collante e una spinta verso il futuro.

Questi i luoghi e gli orari interessati dalla manifestazione

GRECCIO

Santuario francescano del Presepe
Esposizione presepiale permanente
Tutti i giorni 9 – 18

Museo Internazionale del Presepe
Esposizione presepiale permanente
Martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica 10 -13 | 14 -18 (24 e 26 dicembre aperto)

Mercatino di Natale
Nella piazza di uno dei borghi più belli d’Italia
Tutti i giorni dal 24 novembre 10 – 18

RIETI

Archi del Palazzo Papale
Presepe Monumentale del maestro Francesco Artese
Tutti i giorni 8 – 20

Cattedrale di Santa Maria
Il presepe della città
Tutti i giorni 8.30 – 19

Oratorio di San Pietro Martire
Presepe Roma ’800
Dal lunedì al venerdì 10 -12 | 15 – 18. Sabato, domenica e festivi 10 -12:30 | 15 –18:30

Chiostro della Beata Colomba
Presepi del Contest “Il Presepe icona dell’Incarnazione”
Dal lunedì al venerdì 10 -12 | 15 – 18. Sabato, domenica e festivi 10 -12:30 | 15 –18:30

Chiesa di San Domenico
Esposizione delle opere dei Madonnari
Dal lunedì al venerdì 10 -12 | 15 – 18. Sabato, domenica e festivi 10 -12:30 | 15 –18:30

Sala mostre del Comune
Video-narrazione “Francesco e la vera storia del Presepe”, con illustrazioni a cura di Lucia Ricciardi
Dal lunedì al venerdì 10 -12 | 15 – 18. Sabato, domenica e festivi 10 -12:30 | 15 –18:30

Chiesa di San Francesco
Presepe della Pia Unione Sant’Antonio di Padova di Rieti
Esposizione “La scuola e il presepe”
Dal lunedì al venerdì 10 -12 | 15 – 18. Sabato, domenica e festivi 10 -12:30 | 15 –18:30

Chiesa di Sant’Agostino
Presepio nella campagna romana
Tutti i giorni 8 – 12 | 16 – 18

Segreteria Organizzativa
La nazione ospite: la Francia – Presepio Provenzale
Dal lunedì al venerdì 10 -12 | 15 – 18. Sabato, domenica e festivi 10 -12:30 | 15 –18:30

L’artista Francesco Artese per il presepe a Rieti

Il Presepe Monumentale del maestro presepista Francesco Artese

Dal 1 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019, Archi del Palazzo Papale di Rieti

Tutti i giorni 8-20

 

Un’opera unica e del tutto artigianale per riscoprire e valorizzare i luoghi in cui nacque il primo presepe al mondo

L’opera è imponente e curata nel minimo dettaglio, «dalle statue ai costumi realizzati appositamente secondo gli usi dell’epoca, tutto sarà unico e pensato appositamente per Rieti» Il maestro Artese ha effettuato vari sopralluoghi nella Valle Santa, a partire da Greccio «ho realizzato presepi in tutto il mondo, dall’Argentina alla Finlandia, da Parigi a Washington, una mia creazione è perfino a Betlemme e sono stato chiamato più volte anche da New York: ma devo dire che lavorare qui dove tutto ha avuto origine ha un sapore decisamente diverso»  Il materano Artese è un esponente della scuola presepistica meridionale e considerato uno dei maggiori e più importanti maestri italiani di quest’arte. «Paradossalmente, questa passione è iniziata da una privazione: ero il più piccolo della mia numerosa famiglia e non avevo possibilità di realizzare il presepe, per cui lo facevo da solo di notte» 

Un lavoro lungo che richiede grande costanza e pazienza certosina e un’impronta di stampo teatrale quella che usa dare Artese ai suoi presepi, per ottenere una prospettiva d’insieme che introduca l’osservatore in una vera e propria opera d’arte, e lo renda partecipe della stessa». Verranno ricreati i particolari delle mura medievali di Greccio, ma anche dettagli architettonici del centro storico di Rieti. Le statue di terracotta sono opera del ceramista Vicenzo Velardita, esclusive sculture in terracotta realizzate seguendo i bozzetti del maestro: «tengo moltissimo all’espressione dei visi devono trasmettere emozioni, essere partecipi della scena». Una volta plasmati, i personaggi verranno “vestiti” dalle sarte della Nicla Presepi con costumi medievali. «Nulla è lasciato al caso. Fin dall’inizio so dove andrà collocata  la statua nella scena, e ovviamente la grandezza prospettica e la movenza che deve avere». Una spettacolare scenografia, con musiche e luci suggestive permetteranno allo spettatore di di vivere il presepe nella sua bellezza, ma soprattutto a comprendere il forte messaggio che evoca.

 

Per restare aggiornato visita la pagina facebook: “La Valle del Primo Presepe”

Contest internazionale di arte presepiale “Il presepe icona dell’incarnazione”

La partecipazione al concorso è gratuita e aperta a tutti: cittadini, associazioni, artisti, artigiani. Le opere ammesse dovranno ispirarsi al presepe come fu pensato da san Francesco, nella sua semplicità e povertà.

È stato pubblicato dalla segreteria della Valle del Primo Presepe il Bando per il secondo dei concorsi legati alla manifestazione. A poche settimane dalla diffusione della competizione a premi dedicata agli studenti di ogni ordine e grado, sono infatti aperte le iscrizioni al secondo “contest” internazionale di arte presepiale, sul tema “Il presepe icona dell’incarnazione”, dedicato ai piccoli presepi scenografici aperti o a diorama.

L’iniziativa che vede la Chiesa di Rieti promuovere con diversi partner istituzionali la riscoperta del gesto originario con cui, nel 1223, san Francesco volle rivivere a Greccio il momento della natività di Gesù, torna dunque a guardare con interesse alla passione che in tanti hanno per la costruzione di presepi originali, spesso capaci di interpretazioni profonde del mistero dell’incarnazione. Le opere ammesse dovranno ispirarsi al presepe come fu pensato da san Francesco, nella sua semplicità e povertà.

La partecipazione al concorso è gratuita e aperta a tutti: cittadini, associazioni, artisti, artigiani. Unico vincolo è quello di rientrare nella categoria “Piccoli presepi scenografici aperti o a diorama” secondo le linee guida specificate nel Bando.

Le opere saranno esposte nell’ambito del percorso artistico e nei luoghi identificati dall’Organizzazione dal 2 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019. La prime tre opere classificate e saranno incluse nell’esposizione permanente del Museo Internazionale del Presepe di Greccio e gli autori riceveranno un rimborso spese rispettivamente di 400, 350 e 250 euro.

Quanti intendono partecipare al concorso devono far pervenire alla Segreteria Organizzativa il “Modulo di Adesione”, scaricabile dal sito valledelprimopresepe.it debitamente compilato e sottoscritto, inviandolo tramite posta elettronica all’indirizzo info@valledelprimopresepe.itentro e non oltre il giorno 15 settembre 2018.

Per ulteriori informazioni sul Concorso è inoltre possibile rivolgersi alla Segreteria Organizzativa nella sede di via Cintia 80 (Palazzo Quintarelli) o scrivere a info@valledelprimopresepe.it.

Scarica il bando

Il vescovo Domenico agli Stati Generali del Turismo: «venire nella Valle Santa è rigenerante»

È stato incentrato sulle bellezze della Valle Santa reatina l’intervento del vescovo Domenico in occasione degli Stati Generali del Turismo che si sono tenuti lunedì 25 giugno presso il salone del palazzo papale di Rieti.

È stato incentrato sulla Valle Santa reatina l’intervento del vescovo Domenico in occasione degli Stati Generali del Turismo che si sono tenuti lunedì 25 giugno presso il salone del palazzo papale di Rieti.

“Lazio, la Regione delle meraviglie”, era la tematica affrontata da utenti, istituzioni e operatori del settore.

«La meraviglia è la prima forma di tutte le passioni», ha detto il vescovo citando Cartesio. «Anche se Cartesio, a differenza dei filosofi greci prima di lui, aveva una visione fondamentalmente negativa della meraviglia, per noi essa rappresenta il senso di stupore e di inquietudine che l’uomo sperimenta, quando soddisfatte le immediate necessità materiali, comincia ad interrogarsi sulla sua esistenza e sul suo rapporto con il mondo».

Monsignor Pompili si è soffermato sulle peculiarità del nostro territorio, sula bellezza dei paesaggi naturali, l’incanto del creato concentrato nelle nostre zone: «Percorrere la Valle Santa, preferibilmente a piedi, sortisce questa esperienza della meraviglia e restituisce all’uomo quella possibilità che da Cartesio in poi è stata vista con crescente sospetto, alimentando la distanza tra l’uomo e la natura e favorendo l’estraneità dell’uomo rispetto ai suoi interrogativi più sensati».

Immancabile il riferimento a San Francesco, che nelle nostre zone trovò il suo luogo privilegiato: «L’incontro con San Francesco qui a Rieti è l’occasione, peraltro, di scoprire un “volto altro” rispetto all’immaginario collettivo che ne ha fatto una figura eterea, stravagante, un ‘santino’ rispetto alla vigoria della sua personalità. In ogni caso, un esempio irraggiungibile da ammirare stando fermi più che da imitare seguendone le tracce. Grazie al confronto con san Francesco qui si impara che l’uomo è nudo e che in ciò consiste la vera letizia. Esattamente l’antidoto a quella versione moderna del superman e della disperazione che segnano le nostre società sazie e disperate. Venire nella Valle Santa è dunque rigenerante non solo perché ci fa incontrare un altro volto di San Francesco che integra quello ufficiale di Assisi ma anche perché consente di immergersi in uno spazio ambientale che è un ecosistema ancora sconosciuto ai suoi stessi abitanti. Mi riferisco all’acqua che ha in questo territorio il sito idrogeologico, quella del Peschiera, più ricco d’Europa, dissetando la Capitale. Penso alla via consolare della Salaria lungo la quale, nell’alta Valle del Velino, si trova un sito archeologico di prima qualità, la cosiddetta Via dei Flavi, con le ville di Tito e di Vespasiano. Faccio riferimento alle montagne, in primis il Terminillo, ma anche alle diverse catene del Cervia e Navegna, della Laga, che rappresentano un Appennino tutto da scoprire».